Vice – L’uomo nell’ombra

Regia di Adam McKay.

Un film con Christian Bale, Amy Adams, Steve Carell, Sam Rockwell, Tyler Perry, Alison Pill

Un nuovo e audace capitolo per lo sceneggiatore e regista Adam McKay, che già nel 2016 scosse Hollywood con La grande scommessa (dagli stessi produttori di Vice e Moonlight, Dodici anni schiavo), con cui vinse il Premio Oscar per miglior sceneggiatura non originale. Questa volta McKay ispeziona sotto lente di ingrandimento la genesi del potere, quello vero, capace di indirizzare le sorti di uno stato e dell’intero assetto politico mondiale nella nuova pellicola Vice – L’uomo nell’ombra, in uscita il 3 gennaio nella sale italiane, candidato a sei Golden Globe.

Il film è la vita di Dick Cheney, l’uomo che, prima nella amministrazione Nixon, poi come Segretario alla Difesa per George W. Bush, fu secondo molti analisti il diretto responsabile dell’entrata in guerra contro l’Iraq e di molte altre scelte politiche che costruirono l’immagine degli Stati Uniti del nuovo millennio, post torri gemelle, e che ancora oggi mostra i suoi strascichi.

Da semplice operaio del Wyoming, a studente svogliato di Yale, l’ascesa vertiginosa di Cheney al successo di comincia quando la devota moglie Lynne lo intima a prendere in mano la sua vita. Da qui Cheney entra dapprima nel tessuto politico della Casa Bianca, diventando Capo dello Staff sotto Gerald Ford, fino a che la sua scalata al successo si compie a pieno quando accetta la proposta di George W. Bush di diventare vicepresidente, a patto che gli venga riconosciuta una capacità decisionale quasi assoluta, rendendolo de facto un co-presidente che agisce all’ombra dei palazzi di potere.

La sceneggiatura mantiene la stessa carica anticonvenzionale de La grande scommessa: il narratore esterno (interpretato da Jesse Plemons – Breaking Bad, Fargo) che si rivolge direttamente allo spettatore rompe la finzione della quarta parete e si fa portavoce delle stesse domande e degli stessi ragionamenti che faremmo noi, la scrittura oscilla tra dramma e commedia in un susseguirsi di battute provocatorie.

All’ambiziosa sceneggiatura si aggiungono le alte performance di un cast stellare: Cristian Bale (Dick Cheney) conferma ancora una volta le sue abilità camaleontiche mostrandoci anche l’aspetto più umano di un uomo senza scrupoli, Lynne, interpretata magistralmente dalla Adams, è la perfetta incarnazione di una moglie ambiziosa, innamorata della sua America. Completano il cast il vincitore del Premio Oscar 2017 per Tre manifesti a Ebbing, Missouri Sam Rockwell (George W. Bush), e Steve Carell (nei panni del Segretario della Difesa Donald Rumsfeld).

In questo biopic epico, la scaltra politica di Cheney si intreccia alle evoluzione della sua vita familiare creando una vera e propria dicotomia: da una parte politico senza scrupoli dall’altra padre amorevole nei confronti delle due figlie. Da un certo punto di vista il risultato è duplice: ciò ci avvicina emozionalmente al protagonista ma rende il depravato piano di Cheney ancora più impensabile.

Il film tratteggia non solo la storia di un uomo ma quella di un intero Paese nell’arco di cinquant’anni e ci chiede di allontanarci dai nostri preconcetti e giudizi sul personaggio, oscuro e controverso, per interrogarci su cosa voglia dire detenere un tale potere decisionale.

Al cinema dal 03/01/2019

Jessica Sottile.

 

Autore dell'articolo: GIovanni De Santis

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