UNA NOTTE DI 12 ANNI

Regia di Álvaro Brechner. 

Un film con Antonio de la Torre, Chino Darín, Alfonso Tort, Soledad Villamil, Sílvia Pérez Cruz.

I giorni della memoria non sono riferiti principalmente all’olocausto (tragedia immane), generata da una forma di pazzia collettiva ma anche da fatti raccontati da esperienze vissute e raccontate come vedremo al cinema in questo film: nude e crude.

Quando la democrazia viene sottomessa da un regime militare diventa dittatura e questa viene combattuta dal popolo come fecero i “Tupamaro” in Uruguay.

Come fare per sconfiggere il popolo se non lo si può sopprimere??! Li si conduce alla pazzia rinchiudendoli in celle anguste strappandoli ai loro cari e ai loro ideali, questo è leitmotiv del film.

Ma proprio questi sentimenti non potranno essere cancellati dal loro cuore, le figure femminili intraprese dalla moglie, dalle figlie e soprattutto da una figura che non si può sconfiggere con la repressione la “Mamma”, saranno le ragioni che porteranno i protagonisti a vincere la battaglia, ìmpari.

Una Notte di 12 anni “racchiude tutto questo, di come sono riusciti a sopravvivere per più di un decennio, in celle improponibili  ai limiti della sopravvivenza, conservando volontà e determinazione.

Un passaggio curioso ma significativo il regista lo racconta in maniera quasi divertente, facendo capire come l’esercito sia un corpo con tanti muscoli e poco cervello: un prigioniero viene accompagnato al bagno per i propri bisogni e per poterlo far espletare legato con le manette ad un palo, vengono chiamati dal soldato prima il sergente, suo superiore diretto, fino al comandante perché nessuno sapeva prendere delle decisioni che non gli erano state chiarite prima….bastava legare le manette in un’altra posizione.

Il film è basato su testimonianze dirette, tre figure note dell’Uruguay contemporaneo che divennero in seguito: il Presidente della Nazione, un poeta e drammaturgo e un Ministro della Difesa.

Al cinema dal 10 Gennaio

Giovanni De Santis

Autore dell'articolo: staff

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