San Remo – – (meno meno)

il festival di san remo è una di quelle mostruosità di cui l’Italia non si rende conto, un po’ a causa della tradizione , un po’ per la mancanza d’ingegno dei dirigenti della Rai e un po’ per la diffusa corruzione che lo sostiene. L’enorme pubblicità che ne viene fatta, e i cui costi non vengono minimamente calcolati, sarebbe sufficiente per lanciare qualunque programma, ma sembra quasi naturale che per una settimana si parli solo del festival e dei suoi protagonisti.

Claudio Baglioni, Virginia Raffaele, Il Volo, Mahmood, Ultimo, Claudio Bisio sul palco dell’Ariston

Baglioni, molto ben pagato, rinuncia alla sua carriera per diventare una specie di buffone goffo e brutto, accompagnato da compagni d’avventura scelti per il fatto che non lo debbano surclassare. Bisio sempre più calvo grazie al cravattino e a quelle orrende giacche, da solo non sa cosa fare, declama versi retorici e non strappa nemmeno un sorriso, l’imitatrice, di cui non ricordo il nome (Virginia Raffaele ndr), come tutte le donne dello spettacolo tenta di essere la bellona di turno e perde ruolo e funzione.

E che dire dei cantanti?? Una banda di vecchi truccati e rifatti, penosi nel tentativo di suscitare ancora sensazioni forti, più una banda di giovinastri dimenticabili e tatuati, con orecchini, piercing e quant’altro che si inventano concetti moderni e rivoluzioni di costume. Interpreti di pezzi che iniziano ormai tutti con una sorta di recitativo a mezza voce che conduce ad un inciso che incisivo proprio non lo è. Siamo preda della convenzione e della corruzione, perché mentre i poveri spettatori si lasciano trasportare dalla gara, c’è qualcuno che guadagna a man bassa, qualcuno che ruba e qualcuno che truffa, tutto sotto l’immagine del povero santo ignaro di essere il riferimento annuale di questa gigantesca schifezza editoriale di cui la Rai e’ soddisfatta. Evviva.

Michele Lo Foco

Autore dell'articolo: redazione

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