L’angelo del crimine

Regia di Luis Ortega.

Un film con Lorenzo Ferro, Chino Darín, Mercedes Morán, Daniel Fanego, Luis Gnecco.

Titolo originale: El angel. Genere Biografico, Drammatico

Buenos Aires, 1971. Carlitos è un giovane di diciassette anni, bello e con i riccioli biondi: proviene da una famiglia rispettabile, che ogni giorno tenta di insegnargli a vivere onestamente. Ma Carlitos non è interessato alla lealtà, il giovane vive per rubare.

L’angelo del crimine, del regista Luis Ortega, si ispira alla vicenda di Carlos Robledo Puch, il più noto ladro ed assassino argentino. Quando Carlitos entra nelle case incustodite, non si limita a cercare gioielli e denaro, abita quelle case per un momento, le vive; incontrerà sulla sua strada Ramon ed intreccerà con lui un sodalizio di amore e di crimine, in un crescendo di rapine ed omicidi.

Il film riesce a mantenere vivo nello spettatore l’interesse per la vicenda del giovane Carlitos, nonostante i 120 minuti di durata; il regista strizza un pò l’occhio ad Arancia Meccanica, insistendo su inquietanti primi piani del biondo criminale che ci fanno ricordare Alex DeLarge.

Carlitos è un antisociale puro, apparentemente privo di emozioni e completamente in antitesi rispetto alle teorie lombrosiane che sostenevano la deformità del criminale (teorie, lo ricordiamo, completamente prive di ogni fondamento).

Il film tende a mitizzare eccessivamente la figura del criminale, ponendo un alone di leggenda su Carlitos e Ramon, belli e dannati.

L’angelo del crimine arriva nelle sale cinematografiche il prossimo 30 maggio.

Sabrina Dolcini

Autore dell'articolo: staff

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