La distribuzione che verrà

La nomina di Luigi Lo Nigro a Presidente dei distributori è la prova, qualora ce ne fosse bisogno, del sentiero imboccato dal cinema nazionale che porta direttamente nel baratro.

Intendiamoci, ottima persona e professionista di livello, ma Rai Cinema non dovrebbe nemmeno esserci in Anica, figuriamoci poi presiedere un settore così fragile e strategico.

L’azienda pubblica, anche se è evidente che i dirigenti non la considerano tale, dovrebbe rimanere super partes, essere prevalentemente emittente, comunque equidistante dai privati imprenditori, al limite supporto delle strutture indipendenti.

Ma in Italia non c’è niente da fare: gli elefanti in cristalleria ci vogliono rimanere e oltretutto si agitano.

In un altro paese qualcuno si sarebbe alzato per protestare, ma qui no, chi volete che esprima la sua contrarietà alla struttura che finanzia quasi tutto?

Giampaolo Letta

Per completare il quadro verticistico del potere, Letta come Vice: come dire, voi straccioni indipendenti che non avete una televisione alle spalle non venite a disturbarci.

Francesco Rutelli a Venezia

Ed ecco che Anica assume sempre più l’aspetto rutelliano di un circolo privato di potenti, nel quale, in un piccolo salotto, ci si spartiscono i pochi beni rimasti di un settore agonizzante, le feste, i mercati, i contributi statali.

Giunti al fondo del pozzo, cominciamo a scavare.

 

Michele Lo Foco

Autore dell'articolo: redazione

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