KMD 2018 – CRONACHE DA UN FESTIVAL, LA NOTTE NOIR.

Giorno 5 – LA NOTTE NOIR.

Venerdì, 31 agosto 2018.

Prendiamo uno schermo. Popoliamolo di figure misteriose, avvolte nell’ombra, di atmosfere rarefatte, di città notturne, di anime perdute, di dolore e nevrosi, di segreti… Aggiungiamo l’amore, o il desiderio, o il tema della morte. Nei film noir tutto ci appare sotto una prospettiva diversa. Il noir è il linguaggio del nostro mondo interiore, turbolento e tormentato.

Nei 5 giorni che hanno ospitato questa rassegna nella mia città ho sentito l’anima dell’universo noir tornare a vivere, a vibrare (un termine che ho usato nel primo articolo) ed è stato bellissimo. In questi giorni abbiamo preso parte a eventi di grande importanza. Una retrospettiva di altissimo livello; bellissimi film, di cui due colpi-al-cuore, Most beautiful island e La terra dell’abbastanza, impossibili da dimenticare; incontri memorabili (De Cataldo, certo, ma anche Acerbis o Vichi), e una serata finale molto partecipata.

L’ultima giornata è iniziata con il grande Werther Dell’Edera, protagonista sia di un workshop pomeridiano (in compagnia della colorista Giovanna Niro), sia di un incontro serale. Il fumettista si è concentrato sul rapporto che lo lega al noir: “A un certo punto della mia carriera sono incappato nel noir e nei suoi codici visuali”. L’estetica di questo genere lo ha anche ispirato direttamente: ha rivelato infatti di aver tenuto presente, per il suo lavoro degli ultimi anni, il cinema espressionista tedesco (con i suoi potenti contrasti tra luce e ombra) o il capolavoro di Carol Reed Il terzo uomo, di cui ricordiamo le inquadrature grandangolari e “deformate”, nonché spesso inclinate o oblique.

Il film che ha accompagnato l’ultima dark night di quest’anno, Le fidèle di Michaël R. Roskam, è un ottimo melodramma franco-belga dalle venature crime, presentato in anteprima italiana (uscirà nelle sale il 6 settembre, distribuito da Movies Inspired). La travolgente storia d’amore tra Bibi (la bravissima Adèle Exarchopoulos) e Gigi (Matthias Schoenaerts, che di nascosto da lei fa parte di una banda di gangster) vive numerose difficoltà ma è tanto forte da superare ogni barriera esterna.

Roskam si nutre della forza dei due interpreti e firma un coraggioso ritratto di coppia misto al crime/gangster movie, che non disdegna un certo sentimentalismo. L’amore resta il tema portante, e la sostanza prima su cui poggia il film. Il piano sequenza finale, che non è altro che la soggettiva di una porsche, è potentissimo. Ma non voglio rivelare altro.

La notte è stata animata dalla musica del dj set di Eddie Piller, venuto direttamente da Londra, che ha celebrato i 30 years of Acid Jazz Records. La terrazza dove si sono svolti gli eventi della settimana si è trasformata per l’occasione in una pista da ballo, e il pubblico si è scatenato. Ad accompagnare lo spettacolo musicale, per rimanere in tema di cinema, sono state proiettate sullo schermo tutte le sequenze iniziali dei film di James Bond: tra le più belle ricordiamo The spy who loved me, For your eyes only e Skyfall. Ma ci ha tenuto compagnia anche un montaggio di varie clip tratte da moltissimi film di ogni provenienza: dal cinema asiatico a Bande à part di Jean-Luc Godard, fino a Ascensore per il patibolo (Ascenseur pour l’échafaud) di Louis Malle, con la meravigliosa Jeanne Moreau che cammina per le strade di Parigi, scena simbolo del noir europeo. Magari la retrospettiva del prossimo anno potrebbe essere dedicata a lei. Staremo a vedere. Appuntamento a KISS ME DEADLY 2019!

Matteo Blanco.

Autore dell'articolo: staff

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