DIVERSI

Regia di Giorgio Treves. Un film con Roberto Herlitzka.

In occasione degli ottant’anni trascorsi (1938-2018) dalla promulgazioni delle leggi razziali, il documentario Diversi di Giorgio Treves è stato presentato fuori concorso alla 75esima Mostra internazionale del cinema di Venezia.

L’opera nasce in primis da un’esigenza personale del regista, vittima all’epoca dei fatti dell’odio razziale antisemita che lo costrinse alla fuga in Svizzera, e si propone di ricostruire in modo lucido il processo che trasformò l’Italia da un Paese in cui gli ebrei erano perfettamente integrati nel tessuto sociale e, anzi, ricoprivano cariche di grande prestigio, al momento in cui iniziarono a essere percepiti come “diversi” dagli italiani stessi e, infine, alla vera e propria emarginazione sociale a seguito alle leggi raziali nel ’38. 

Attraverso la voce di testimoni dell’epoca, insieme a storici e ricercatori di primo livello, si ripercorrono le fasi di una tra le più abominevoli e crudeli persecuzioni della Storia, in un Paese come l’Italia che culturalmente non aveva insito il seme antisemita. Tuttavia, con la propaganda politica e una potentissima strategia comunicativa Mussolini riesce a mettere a punto il suo obiettivo: fascistizzare i cittadini attraverso la cultura popolare, fatta dei mezzi essenziali di informazione dell’epoca quali il cinema, i fumetti, la scuola e i giornali.

Nasce sotto il suo regime un giornalismo nuovo, volto a manipolare e filtrare ogni notizia. Passo passo ci vengono mostrate le trame, le ragioni primarie e gli obiettivi che si imposero Mussolini e il fascismo per portare nell’arco di pochi anni il popolo italiano a sostenere e approvare la militarizzazione del Paese e il senso di superiorità della razza ariana giocando sull’orgoglio nazionale, facendo passare l’idea che la razza italianità pura nascesse dalle radici della cultura latina e romana e che tale purezza andasse preservata a tutti i costi a discapito di minoranze come i neri e gli ebrei.

Per gli ebrei inizia un percorso involutivo dove i diritti civili e politici ottenuti grazie al re Carlo Alberto di Savoia a metà Ottocento vengono corrosi progressivamente fino ad arrivare alla persecuzione aperta con la Carta di Verona del 1943 e alla deportazione. 

Il documentario offre un resoconto puntuale con articoli di giornali e fumetti dell’epoca, interviste e toccanti animazioni illustrate che mostrano la crescita progressiva dei divieti imposti agli ebrei al fine di cacciarli dal nostro Paese, il tutto alla luce di un’imperdonabile indifferenza della classe intellettuale dell’epoca. 

Aleggia il monito che se sentimenti di tale odio e violenza siano potuti fiorire e radicarsi nel giro di pochi anni all’ombra di un Paese colto e civile su basi inesistenti grazie al lavoro costante di un regime e della sua manipolazione onnipresente, la nostra unica arma è, oggi più che mai, essere consapevoli di come ciò avvenne per scongiurare che cose simili si possano ripresentarsi nell’orizzonte del nostro futuro. 

Jessica Sottile

Autore dell'articolo: staff

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