In Germania il virus fa paura, Olanda verso mini lockdown e smart working generalizzato

Cronaca

Incidenza in Germania è di 263 su 100mila abitanti. In Romania il Covid fa sparire un villaggio al giorno. Preoccupazione anche in Francia 

Il virus continua a correre in Europa: Olanda, Austria Germania e Romania sono sorvegliati speciali. E ai numeri di questi paesi guardano con preoccupazione anche i nostri scienziati perché in genere gli scenari europei sono il presagio di simili andamenti anche da noi.
 
Continuano a crescere i contagi di coronavirus in Germania: il Robert Koch Institut, il centro epidemiologico nazionale, ha segnalato 48.640 nuove infezioni nelle 24 ore.    Con 11.500 casi in più rispetto a venerdì scorso, il dato rappresenta il quinto aumento giornaliero di seguito dell’incidenza settimanale di contagio, cresciuto a 263,7 infezioni su 100 abitanti nei sette giorni.     Sono invece 191 le vittime nelle 24 ore, che portano il numero complessivo dei decessi in Germania a 97.389.

“La situazione è seria e vi chiedo di prenderla sul serio”. Lo ha detto il ministro della Salute tedesca Jens Spahn, sottolineando che l’incidenza del virus aumenta velocemente. “Se non succede nulla, l’incidenza raddoppierà ogni due settimane”. “Dobbiamo intraprendere iniziative per rompere l’ondata o sarà un dicembre amaro”, ha aggiunto. 

 
 
Stando alle cifre dell’Rki, si registrano notevoli differenze nella curva pandemica dei diversi Laender: in Sassonia l’incidenza è infatti schizzata a 569, in Turingia a 491,3 e in Baviera a 454,9.    Come sottolineato dal Koch Institut, in tutti e tre questi Laender la quota di vaccinazione è decisamente più bassa alla media nazionale.     Intanto diversi ospedali hanno fatto sapere che per affrontare l’aumento d’occupazione delle terapie intensive si è deciso di rinviare le operazioni programmabili di altri pazienti. E’ sempre l’Rki a far notare che proprio in Sassonia e in Turingia il tasso di ospedalizzazione è superiore a quello nazionale, arrivando a 16 ricoveri su 100 mila abitanti nei sette giorni contro i 4,65 della Germania nel suo complesso.

In Francia incidenza in salita
 
Numeri preoccupanti anche in Francia: Il tasso di incidenza dei casi di Covid in Francia è aumentato del 44% nella prima settimana di novembre: lo rendono noto le autorità sanitarie francesi confermando così il peggioramento della situazione epidemiologica nel Paese.  Si registra una “accelerazione della circolazione del Sars-Cov-2 sul territorio metropolitano con una forte progressione del tasso di incidenza” nella settimana dal primo al 7 novembre, spiega Sante’ Publique France nell’ultimo bollettino precisando che sono stati rilevati 90 nuovi casi di Covid ogni 100 mila abitanti. La settimana precedente il dato era di 62 nuovi contagi ogni 100 mila abitanti. L’incremento ha riguardato tutte le fasce di età, ma la più colpita è stata quella dei trentenni, per la quale l’aumento dell’incidenza è stato pari al 53%. Seguono la fascia 40-49 anni, che ha registrato un aumento del 52%, e quella 20-29 anni, dove il tasso di incidenza e’ salito del 51%.
 
 
 
Mini lockdown in Olanda e smart working per tutti
 
Record di contagi anche in Olanda dove il governo dovrebbe ufficializzare oggi l’entrata in vigore a partire da sabato sera di un lockdown moderato, per un periodo di tre settimane. Negozi, ristoranti e caffè sarebbero tenuti a chiudere i battenti dalle 19 mentre il numero di persone che possono essere accolte a casa non dovrebbe superare le quattro. Lo riferisce l’agenzia di stampa Anp, precisando che il telelavoro sarà generalizzato.   I membri del governo sono riusciti a trovare un accordo dopo ore di discussioni e oggi pomeriggio il premier Mark Rutte dovrebbe annunciare le nuove misure.   Le nuove restrizioni sono state motivate da un aumento sia dei casi di coronavirus sia dei ricoveri ospedalieri. Ieri sono stati segnalati oltre 16.300 nuovi casi, un record giornaliero, e il numero di persone nei reparti ospedalieri ha ora raggiuntole 330, ricorda il sito di informazione Dutch news.
 
 
In Romania scompare un villaggio al giorno
 
 A causa del Covid, “un villaggio scompare ogni giorno in Romania”. Una frase che rende drammaticamente bene la situazione apocalittica che il paese dell’Europa sudorientale, così come la confinante Bulgaria, sta attualmente attraversando. Una frase pronunciata da chi è impegnato in prima linea e ogni giorno ha davanti agli occhi la devastante opera del nuovo coronavirus, ovvero il capo dell’ospedale dei servizi di pronto soccorso dell’ospedale universitario di Bucarest, Catalin Cirstoiu. Lo specialista si chiede dunque: “Cosa succederà tra una settimana o un mese? A scomparire sarà un villaggio più grande? O una città? Dove ci fermeremo?”. È un dato di fatto che attualmente Romania e Bulgaria stiano registrando i tassi di mortalità giornaliera più alti dell’Ue, a causa del flop riscontrato finora dalla campagna vaccinale. I numeri in questo caso parlano chiaro: in Bulgaria ha completato il ciclo d’immunizzazione appena il 23% per cento della popolazione e in Romania il 34%. A questo punto, sottolinea ancora lo specialista, il sistema sanitario è a un passo dal punto di rottura, con le camere mortuarie sempre più intasate e dove gli addetti delle pompe funebri, bardati come i sanitari che lavorano in corsia, faticano a smaltire un numero spropositato di salme, e tutto ciò per “la mancata comprensione da parte della popolazione della necessità di vaccinarsi”. Mentre le nuove infezioni hanno recentemente iniziato a diminuire, la Bulgaria questa settimana ha riportato il più alto numero di decessi giornalieri mai registrato. La sua media mobile di sette giorni di decessi per milione di abitanti ha raggiunto quota 22,8, rispetto a una media Ue di 3,1. In Romania il tasso di mortalità medio giornaliero ha raggiunto invece il 23,7 per milione la scorsa settimana e da allora è sceso a 21, secondo i dati di OurWorldInData, ancora più di 30 volte superiore a quello di Portogallo, Francia o Spagna. In entrambi i paesi, la stragrande maggioranza dei decessi avviene tra le persone non vaccinate. In Bulgaria, Ivan Poromanski, il capo dell’ospedale Pirogov di Sofia, ha riferito alla televisione locale che nove pazienti su dieci nella sua unità di terapia intensiva sono morti e il numero di morti tra i vaccinati è stato “minuscolo”. In Romania, il ministero della Salute ha specificato, dati alla mano, che più del 90% dei decessi riguardano soggetti non vaccinati, e circa l’85% ha più di 60 anni.

Oltre 1200 morti oggi in Russia

In Russia nel corso dell’ultima giornata sono stati registrati 40.123 nuovi casi di Covid-19 e 1.235 decessi provocati dalla malattia: lo riferisce il centro operativo nazionale anti-coronavirus, ripreso dall’agenzia Interfax. Stando ai dati ufficiali, nel Paese dall’inizio dell’epidemia sono stati rilevati 8.992.595 casi di Covid-19. InRussia vivono circa 146 milioni di persone.