Cinema: l’esercizio spiega il suo “NO” alle uscite simultanee

Venerdì 14 Settembre, nel rinnovato cinema Eliseo” di via Torino 64 a Milano, si è tenuta la conferenza stampa sul tema: “No” alle uscite simultanee.

L’immancabile Dott. Filippo Del Corno, assessore alla cultura di Milano, ha presieduto la conferenza insieme ad alcuni rappresentanti degli esercenti cinema, sottolineando gli sforzi che si fanno per gestire una o più sale cinema con tanta passione e spirito di abnegazione che nonostante tutto non riescono a dare i risultati degli anni d’oro oramai passati.

Dopo alcuni commenti, si entra nel merito del colpevole, uno a caso: “Netflix”. Ed ecco che, come si suol dire: “la lingua batte dove il dente duole”. Oramai sparare a zero sul sistema digital delivery sembra l’unica soluzione all’annoso problema delle sale poco frequentate. Vietare di partecipare a manifestazioni, eventi e festival i prodotti di queste società pare sia la panacea a tutti i mali, un po’ come si fece in America nel 1920 con il proibizionismo dell’alcool (su forte pressione delle cosiddette società di temperanza), ma nonostante ciò tutti continuarono a bere.

Il grande schermo, l’aggregazione, la cultura etc. etc. sembra siano predominio del cinema, non tenendo conto che il mondo è cambiato, non bisogna pensare solo al cellulare o al tablet, ora (non ci crederete ma è vero) esistono Smart TV da 50 e più pollici connessi alla rete a prezzi relativamente bassi, che scenderanno ancora nell’arco dei prossimi mesi, aumentando sempre di più la risoluzione accompagnati ad impianti stereo da far invidia a chiunque.

Non vogliamo renderci conto che in un anno ci sono 52 settimane, ma di film “belli o brutti” (non possiamo dare un giudizio assoluto) ce ne sono a centinaia, una dozzina in media ogni settimana. Quale esercente e programmatore potrà dare il giusto equilibrio nei tempi appena citati?

Chiaramente, i cosiddetti “Blockbuster” la fanno da padroni, perché rischiare sulle “nicchie” citate in conferenza? Ed è così che piccoli gioielli della cinematografia come “Dark Night” di Tim Sutton, premiato al Festival di Venezia 2016 con il premio Lanterna Magica, o “Sami Blood” che ha avuto addirittura il riconoscimento del parlamento europeo faticano a trovare schermi che invece preferiscono difendere rendite di posizione piuttosto che arrischiare un paradigma differente.

Ecco perché è sbagliato vietare o sindacare contro il nuovo che avanza, sarà il pubblico l’artefice della vittoria o della sconfitta di un mercato o sistema di fruizione, le regole del mercato non si dettano ma si affrontano.

Un esempio su tutti, il teatro Smeraldo è stato soppiantato da Eataly ora partner del rinato Cinema Anteo (con tanto di ristorante, bar, shop e chiaramente multisale): è stato giusto non sostenerlo o ha dato frutti nuovi a questa trasformazione?

Giovanni De Santis

Autore dell'articolo: staff

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