Atto di difesa, Nelson Mandela e il processo Rivonia

Di Jean Van De Velde, dopo il successo di “The Silent Army” (2009), con cui ricevette una nomination al Festival di Cannes, il regista sceglie questa volta di indagare e rendere noto al pubblico uno dei processi più famosi della storia.

Con: Peter Paul Muller, Antoinette Louw, Sello Motloung, Sean Venter, Johan Ahlers Obed Baloi, Izel Bezuidenhout, Anthony Bishop, Clayton Boyd, Garth Breytenbach

Tutti conoscono la vita e la strenua difesa dei diritti contro l’Apartheid negli anni 60 di Nelson Mandela, quando a Rivonia insieme ad altre persone venne accusato di cospirare per commettere sabotaggi e azioni di terrorismo contro il governo sudafricano.

E’ in quel processo che il capo della cospirazione pronuncia il suo famoso discorso (“I’m prepared to die”; ho accarezzato l’idea di una società libera e democratica, in cui tutti possano vivere insieme in armonia e con le stesse opportunità. E’ un ideale per cui spero di vivere e di veder realizzato. Ma se sarà necessario, è un ideale per cui sono pronto a morire) per sostenere quanto sia giustificata l’appartenenza alla resistenza dell’ANC (African National Commitee).

Il vero protagonista del film è l’avvocato Bram Fisher, difensore dei dieci imputati, accusati di reati la cui condanna era la pena di morte.

Avvocato di successo, con una famiglia molto unita, uno spirito di abnegazione e valori  fondati sull’uguaglianza e la parità tra gli esseri. nazionalità olandese, con un grado di livello sociale elevato e membro del partito comunista in lotta contro il potere centrale, schierato contro l’apartheid. Pronto a sacrificare tutto, mettendo anche a rischio i suoi famigliari per la causa, grazie a lui gli imputati riusciranno a evitare la pena di morte (condanna annunciata ancor prima del processo).

Mandela dopo anni di carcere riuscì nel suo intento, diventando Presidente del Sudafrica, nonché insignito del premio Nobel per la pace.

Mentre la sorte dell’avvocato fu diversa, ma cambiò la storia,  condannato perché anch’egli  componente dell’ANC, finì i suoi giorni in carcere immolandosi, senza rimpianti, per la causa.

Dal 12 febbraio al cinema

Giovanni De Santis

Autore dell'articolo: staff

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